Green Pass-Roberto Gervasi

Roberto Gervasi

Green Pass

 
 
 
 
 
 
 
  
 

GREEN PASS PER L’ACCESSO AI LUOGHI DI LAVORO. COSA PREVEDE IL D.L. 127-2021

Come largamente discusso dai principali organi di stampa nazionali il Governo con il D.L. 127-2021 ha esteso l’obbligo del possesso del Green Pass a tutti i lavoratori che avranno accesso ai locali aziendali in cui vengono svolte le attività lavorative. Sono esclusi dall’obbligo i soggetti in possesso di idonea certificazione medica che preveda l’esenzione dalla campagna vaccinale.

DURATA DELL’OBBLIGO

L’obbligo entra in vigore il 15 Ottobre 2021 e termina il 31 Dicembre 2021, data in cui è previsto la cessazione dello stato di emergenza.

CHI RIGUARDA

L’obbligo varrà per dipendenti, lavoratori autonomi e per soggetti che svolgano a qualsiasi titolo attività lavorative, di formazione o di volontariato all’interno dei luoghi di lavoro. I datori di lavoro dovranno pertanto verificare il possesso della certificazione sia per quanto riguarda i propri dipendenti, sia per quanto riguarda fornitori che accedono ai locali aziendali. La novità non riguarda i clienti (salvo quanto già previsto per specifiche attività).

COSA DEVONO FARE I DATORI DI LAVORO

I datori di lavoro sono tenuti a definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del possesso della certificazione, individuando, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi del possesso e di esibizione del Green Pass. I controlli, che pertanto potranno essere effettuati sia dal datore di lavoro sia dai soggetti da esso delegati, potranno avvenire a campione, ma è consigliabile, per piccole realtà, procedere alla verifica su tutti i lavoratori.

Per la regolamentazione delle modalità operative e per l’individuazione dei soggetti incaricati si potrà utilizzare il documento allegato (Allegato circolare Green Pass). Il controllo potrà essere effettuato tramite l’applicazione per smartphone VerificaC19 e dovrà essere effettuato, preferibilmente, al momento dell’accesso al luogo di lavoro. In questi giorni si vocifera di una nuova applicazione che potrebbe essere messa a disposizione dei datori di lavoro ma, ad oggi, l’app non risulta disponibile.

COSA NON DEVONO FARE I DATORI DI LAVORO

Il datore di lavoro sarà tenuto esclusivamente alla verifica del possesso del Green Pass. Non dovranno essere effettuate indagini sulle motivazioni che danno titolo al possesso della certificazione (vaccinazione, guarigione dalla malattia, tampone ecc…). Non dovrà, ne potrà essere chiesta al dipendente la data di scadenza della certificazione, pertanto il controllo andrà effettuato quotidianamente alla generalità dei lavoratori. Il datore di lavoro non dovrà conservare alcun dato, ne dovrà effettuare fotografie o scansioni di documenti.

CONSEGUENZE PER I LAVORATORI NON IN POSSESSO DI GREEN PASS

I lavoratori non in possesso di green pass dovranno essere allontanati dal posto di lavoro e verranno considerati assenti ingiustificati e non retribuiti fino alla presentazione della predetta certificazione.

  • per le aziende con meno di 15 dipendenti: dopo il quinto giorno di assenza il datore di lavoro può sostituire il lavoratore assente con altro dipendente, assunto a tempo determinato, e allo stesso tempo sospendere il lavoratore senza Green Pass per un periodo che corrisponde a quello della durata del contratto del sostituto (per un periodo comunque non superiore a 10 giorni, rinnovabili per ulteriori 10 giorni una sola volta)
  • per le aziende con più di 15 dipendenti: opera l’assenza ingiustificata con sospensione della retribuzione e di qualsiasi altro compenso comunque denominato, in base alle previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato, ma senza conseguenze disciplinari

SANZIONI

Sono previste sanzioni da 400 a 1.000 Euro (raddoppiate se reiterate) per i datori di lavoro che:

  • omettano di effettuare i controlli richiesti;
  • omettano di individuare e definire entro il 15 Ottobre 2021 le modalità di organizzazione delle verifiche;
  • omettano di individuare e designare formalmente gli incaricati dei controlli.
Non sono previste sanzioni per il datore di lavoro laddove, al momento del controllo, dovesse essere riscontrata la presenza di un lavoratore privo di Green Pass, purchè il datore di lavoro abbia individuato le modalità di controllo ed effettuato i controlli stessi (ciò logicamente risulterà difficilmente dimostrabile per le micro/piccole aziende). I lavoratori privi di certificazione verranno invece puniti con una sanzione da 600 a 1.500 Euro (raddoppiate se reiterate).

A cura di Roberto Gervasi
Consulente del Lavoro iscritto all'Ordine della provincia di Milano al n. 2472

Data ultimo aggiornamento 15.10.2021