Trasferta-Roberto Gervasi

Roberto Gervasi

TRASFERTA DEL LAVORATORE

 
 
 
 
 
 
 

LA TRASFERTA DEL L AVORATORE

 

La trasferta rappresenta uno spostamento temporaneo e provvisorio della sede di lavoro del dipendente. La legge non prevede alcun trattamento obbligatorio da corrispondere ai lavoratori inviati in trasferta. Tale lacuna è colmata dai CCNL, che regolano il trattamento economico spettante al lavoratore, e, nelle aziende ove tale situazione risulta più frequente, dalla contrattazione aziendale o individuale che va ad integrare quella nazionale.
I contratti possono stabilire 3 diverse forme di rimborso della trasferta:

  1. il pagamento di un’indennità forfettaria (diaria)
  2. il rimborso a piè di lista delle spese sostenute dal dipendente (vitto, alloggio e trasporto)
  3. il rimborso misto (il rimborso del vitto e/o dell’alloggio ed il pagamento di una indennità)
Tali rimborsi/indennità subiscono un diverso trattamento contributivo e fiscale a seconda che siano erogati a fronte di trasferte effettuate entro il territorio del comune ove ha sede l’azienda o al di fuori di questo. E’ inoltre previsto un particolare trattamento per i lavoratori cd. trasferisti come più avanti definiti.
TRASFERTE NEL TERRITORIO COMUNALE OVE HA SEDE L’AZIENDA
I rimborsi spese e le indennità corrisposte concorrono integralmente alla formazione del reddito del dipendente fatta eccezione per i rimborsi delle spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore (biglietti dell’autobus, ricevuta del taxi ecc…). Riguardo al luogo della trasferta va precisato che non assume rilevanza l’ampiezza del comune ove è stabilita la sede aziendale. Risultano quindi imponibili, ad esempio, le indennità o i rimborsi erogati ad un dipendente che dalla zona di Linate va in trasferta in zona Gallaratese a Milano, mentre risultano esenti, come vedremo più avanti, i rimborsi o le indennità erogate ad un dipendente che da Trezzano Sul Naviglio si reca in trasferta a Cesano Boscone.
TRASFERTE FUORI DAL TERRITORIO COMUNALE DOVE SI TROVA LA SEDE DI LAVORO
Indennità forfettaria
Nel caso in cui il datore di lavoro proceda al pagamento della sola indennità forfettaria la stessa risulta esente fino all’importo di 46,48 Euro/giorno per quanto riguarda le trasferte sul territorio italiano, elevato a 77,47 Euro/giorno per le trasferte su territorio straniero. In questo caso il datore di lavoro può procedere anche al rimborso delle spese viaggio (anche sotto forma di rimborso KM) che risulteranno anch’esse esenti. Verranno invece interamente assoggettati a contribuzione e a tassazione gli eventuali ulteriori rimborsi corrisposti al lavoratore (anche se adeguatamente documentati).
Ai fini dell’esenzione deve essere adeguatamente dimostrabile il luogo ove si è recato il dipendente e la motivazione della trasferta.
Rimborso a piè di lista
I rimborsi analitici delle spese di vitto, alloggio e delle spese di viaggio documentate(anche sotto forma di rimborso KM) non concorrono a formare il reddito e risultano quindi esenti da tassazione per il dipendente. Risultano inoltre esenti i rimborsi di ulteriori spese anche non documentabili (ad esempio la lavanderia, il telefono, il parcheggio, le mance ecc…) per un importo massimo di 15,49 Euro/giorno per le trasferte Italia, elevate a 25,82 Euro/giorno per le trasferte estero.
Rimborso misto
Il rimborso misto rappresenta il caso in cui venga rimborsato:
- il vitto o l’alloggio unitamente ad una diaria. In tal caso l’esenzione applicabile all’indennità forfettaria viene ridotta di un terzo (esenzione fino a 30,99 Euro/giorno per trasferte Italia, 51,65 Euro/giorno per trasferte estero);
- il vitto e l’alloggio unitamente ad una diaria. In tal caso l’esenzione applicabile all’indennità forfettaria viene ridotta di due terzi (esenzione fino a 15,49 Euro/giorno per trasferte Italia, 25,82 Euro/giorno per trasferte estero). Tale ultimo caso risulta praticamente identico a quello precedentemente esaminato del rimborso a piè di lista.
In entrambi i casi risulta esente anche il rimborso delle spese di viaggio e di trasporto (anche sotto forma di rimborso KM) adeguatamente documentate, mentre sono da assoggettare a tassazione gli ulteriori eventuali rimborsi.

Un discorso diverso deve essere fatto invece per i lavoratori cd. Trasferisti ovvero quei lavoratori che il cd. Decreto Fiscale (193/2016 conv. L 225/2016) ha legalmente riconosciuto come quei dipendenti per i quali sussistano contestualmente le seguenti condizioni:
  • mancanza di indicazione nel contratto o nella lettera di assunzione della sede di lavoro
  • svolgimento di un’attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente
  • corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attività in luoghi sempre variabili e diversi, di un’indennità o maggiorazione retributiva in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta.
Per questi lavoratori infatti devono essere considerate esenti al 50% le indennità e le maggiorazioni corrisposte, mentre devono essere considerati imponibili gli eventuali rimborsi spese (anche se analiticamente documentati).

Di seguito infine un breve riassunto dei trattamenti di trasferta previsti dai principali CCNL (le indennità spettanti vanno comunque verificate nel dettaglio a seconda dei casi specifici):
TERZIARIO - Confcommercio
- Rimborso delle spese di viaggio, del trasporto del bagaglio, delle spese postali e di tutte le spese sostenute nell’interesse dell’azienda;
- Una diaria non inferiore al doppio della retribuzione giornaliera (ridotta di 1/3 qualora non vi sia il pernottamento fuori sede e/o del 10% per le trasferte abituali o superiori al mese). In luogo della diaria il datore di lavoro può optare per il rimborso delle spese di vitto e alloggio;
- Per brevi trasferte in località vicine solo il rimborso della spesa del viaggio e quella di soggiorno.
METALMECCANICI INDUSTRIA
- Rimborso dei pasti e del pernottamento secondo regole specifiche. In alternativa un indennità forfettaria complessiva di 43,24 Euro (11,79 € per il pranzo, 11,79 € per la cena, 19,66 € per il pernottamento) - La corresponsione di un importo pari all’85% della paga oraria per le ore di viaggio non coincidenti con il normale orario di lavoro.
METALMECCANICA - AZIENDE ARTIGIANE
- Indennità forfettaria di 35,00 Euro a copertura dei due pasti e del pernottamento (attribuita secondo regole specifiche). In aggiunta vengono rimborsate le spese di trasporto, le spese del vitto previste per il viaggio e le spese di pernottamento;
- La corresponsione di un importo pari all’85% della paga oraria per le ore di viaggio non coincidenti con il normale orario di lavoro.
DIRIGENTI INDUSTRIA
- Rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio oltre ad un rimborso per spese non documentabili di 85 Euro/giorno


A cura di Roberto Gervasi
Consulente del Lavoro iscritto all'Ordine della provincia di Milano al n. 2472

Data ultimo aggiornamento 10.04.2019